La fantasia del poeta che anticipò ChatGPT

Il 14 aprile 1980 moriva Gianni Rodari. Scrittore, giornalista e pedagogista, ha rivoluzionato la letteratura per l’infanzia

«State a sentire, signore — disse l’omino, sorridendo — se i compiti glieli fa la macchina, a che cosa gli serve il cervello?».

Questa frase, tratta dal racconto “La macchina per fare i compiti” (1973) di Gianni Rodari, letta oggi appare più che attuale. Quando la scrisse, non esistevano computer, intelligenza artificiale e strumenti digitali capaci di “fare al posto nostro”. L’autore aveva già immaginato una macchina capace di risolvere problemi, scrivere temi e persino imparare la geografia.

Il 14 aprile ricorre l’anniversario della morte di un personaggio che ha saputo immaginare il rapporto tra infanzia, fantasia e futuro. E proprio nell’epoca capitanata dalle nuove tecnologie, le sue parole suonano quasi profetiche.

Rodari Nacque a Omegna (VB) il 23 ottobre 1920 e dopo la morte del padre si trasferì a Gavirate (VA). Ottenuto il diploma magistrale e lasciata l’università, insegnò in alcune scuole elementari della zona di Varese. Nel 1944 prese parte al PCI, divenne funzionario del partito e ricevette l’incarico di dirigere il settimanale comunista L’Ordine Nuovo. Lavorò poi per testate come L’Unità, Vie nuove, Pioniere, Avanguardia e Paese sera.

Lo strumento per fare i compiti, oggi, esiste: ChatGPT di OpenAI, Gemini di Google e Claude di Anthropic sono in grado di creare contenuti a partire da un semplice comando – nel linguaggio tecnico, prompt – digitato o dettato da un pc o da uno smartphone.

Giovanni Francesco Rodari – questo il nome completo – ha scritto alcune delle opere che fanno parte dell’immaginario di moltissimi lettori, come Filastrocche in cielo e in terraFavole al telefono e Il libro degli errori. I suoi testi sono stati tradotti in tutto il mondo e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui, nel 1970, il Premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia.

L’idea diffusa è che l’IA possa azzerare lo spirito critico degli studenti, sostituendoli nello svolgimento dei compiti. Non a caso, diversi istituti scolastici ne hanno vietato l’uso: tra i primi, nel gennaio 2023, quelli appartenenti al sistema delle “New York City Public Schools”, che ogni anno formano oltre un milione di studenti.

Per molti insegnanti, ChatGPT rappresentava inizialmente un oggetto misterioso; per gli studenti, invece, una soluzione rapida. Santina Cianfrani, insegnante alla scuola primaria di Pettoranello del Molise, esprime preoccupazione: «La Danimarca ha fatto un passo indietro. La tecnologia era stata adottata a pieno titolo nelle scuole, arrivando a sostituire libri e scrittura a mano. Ora si assiste a una rivalutazione della “vecchia” didattica, anche alla luce delle crescenti difficoltà riscontrate nella lettura, nella comprensione, nella scrittura e nell’attenzione».

Da qui, secondo la docente, anche un aumento dei disturbi dell’apprendimento e del comportamento. «La tecnologia non deve sostituire, ma eventualmente supportare. È fondamentale prestare particolare attenzione alla fascia d’età 5-11 anni».

È necessario soffermarsi sull’attualità del pensiero e dell’opera di Gianni Rodari per capirne l’importanza. Non è stato solo un autore per l’infanzia, ma un rivoluzionario del linguaggio, un pensatore che ha sempre visto nelle parole uno strumento per scegliere con consapevolezza e per opporsi a ciò che impone silenzio e conformismo. In un tempo in cui la scuola insegnava soprattutto a ripetere e obbedire, Rodari immaginava un luogo in cui si impara a sperimentare, a costruire mondi nuovi.

Podcast ZetaPOD

Podcast

TG ZetaTG

TG

GR ZetaGR

GR

Iscriviti a
Zeta Data Lab

Iscriviti alla nostra newsletter