Senza rete né pc, i poveri digitali creati dalla pandemia

La vergogna di chi non riesce più a pagare l’affitto e ha difficoltà a fare la spesa, la difficoltà dei giovani a seguire le lezioni a distanza. Questa è la nuova povertà, economica, sociale e digitale causata dal Covid-19
poveri digitali

«Quando è scoppiata la pandemia, il call center per il quale lavoravo ha smesso di pagarmi perché non era più possibile andare lì in presenza. Sono diventata povera nel giro di poche settimane. Non potevo fare la spesa, non potevo pagare le bollette. Non ho potuto lavorare in smart perché non avevo i soldi per comprare un portatile o per avere una connessione internet. La mia vita si è trasformata in un cane che si morde la coda».

È Lucrezia a raccontarci la sua storia, donna di 50 anni che è stata travolta dai problemi economici, senza ricevere aiuti sufficienti dallo stato.

C’è poi Giulia, di soli 9 anni. Dalle sue parole si percepisce la difficoltà di tutti quei bambini e ragazzi che hanno dovuto combattere contro il digital divide, il divario tra chi ha accesso alle tecnologie e chi no, che il nostro paese soffre da anni. Seguire le lezioni a distanza, con una connessione malfunzionante, non è stato per lei facile.

Associazione Pc4u.tech

La povertà per i bambini e per alcuni lavoratori, come Lucrezia, non è stata solo digitale, ma anche sociale. Non avere la connessione per seguire le lezioni, sentirsi lontani dagli altri compagni che hanno mezzi più adeguati. Non avere i soldi per un PC, essere tagliati fuori dal mercato del lavoro.

Vi raccontiamo le loro storie nel nostro podcast.

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Leggi le precedenti puntate: L’inchiesta e «Non è colpa nostra», i giovani e la pandemia

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