Il conflitto USA-Iran in numeri

Dati, grafici e mappe per visualizzare la guerra in Medio Oriente
Iran dati guerra grafici

Lo scorso 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare congiunta contro l’Iran con l’obiettivo dichiarato di smantellare il programma nucleare di Teheran. Centosei giorni dopo, nella notte tra il 14 e il 15 giugno, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif,  uno dei principali mediatori del conflitto, ha annunciato il raggiungimento di un accordo di tregua tra Washington e Teheran.

Il 17 giugno, a margine del G7 di Evian, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato il memorandum di intesa con l’Iran durante la cena di chiusura del vertice alla Reggia di Versailles. 
La cerimonia ufficiale prevista per il 19 giugno a Lucerna non si è però tenuta: nel frattempo Israele ha condotto nuovi attacchi in Libano, e il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato di non considerarsi vincolato dall’accordo.

La situazione resta sospesa: il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’esercito resterà “indefinitamente” nelle zone di sicurezza libanesi.  Nelle ultime settimane le forze israeliane hanno superato il fiume Litani e occupato il castello di Beaufort, in un’avanzata senza precedenti dal ritiro del 2000.

Quello che segue è un racconto della guerra attraverso dati, mappe e grafici.

VITTIME 

grafico realizzato con Ai agent html sulla base di fonti sopra citate

Sono almeno 7.000 le persone uccise nel conflitto tra Iran e Libano dall’inizio della guerra. Secondo il tracker diAl Jazeera, i morti confermati sono 3.468 in Iran e 3.593 in Libano, a cui si aggiungono 29 nei paesi del Golfo, 26 israeliani e 13 militari americani uccisi negli attacchi iraniani.

La rappresentazione delle vittime si ispira all’approccio del Data Humanism teorizzato da Giorgia Lupi: per questo motivo, i dati sono stati tradotti in una “costellazione” di punti, dove ognuno corrisponde a una vittima. La scelta mira a restituire una dimensione più umana del fenomeno, rendendo visibile ogni singola perdita e sottolineando che dietro ogni dato si trova una vita.

Per il dettaglio civili/militari in Iran utilizziamo i dati di HRANA (Human Rights Activists in Iran),organizzazione con sede negli Stati Uniti citata tra gli altri daBBC, Al Jazeera,Sky TG24 eLa Repubblica. HRANA ad aprile ha documentato 3.636 morti in Iran, distinguendo tra vittime civili (1.701), militari (1.221) e non classificate (714). 

Per il Libano la fonte è il Ministero della Salute libanese: il bollettino pubblicato il 19 giugno riportava 4.057 morti e 12.121 feriti, dal 2 marzo.
I dati non distinguono tra vittime civili e militari, ma il ministro della Sanità libanese, Rakan Nasreddine, in un’intervista rilasciata alla RSI (Radiotelevisione svizzera), ha affermato: “la stragrande maggioranza sono civili, il 10% sono bambini e moltissime sono donne”. 

Sono stime: la natura del conflitto, l’accesso limitato alle zone colpite e le diverse metodologie di conteggio rendono impossibile una cifra definitivamente certa.

MAPPA

Questa mappa traccia l’espansione del conflitto a partire dal suo inizio, il 28 febbraio, quando gli attacchi tra Iran da un lato e USA‑Israele dall’altro hanno iniziato a colpire non solo obiettivi militari ma anche città e infrastrutture in diverse aree del Medio Oriente.

Le località sono distinte in due colori: in blu quelle colpite da USA‑Israele, in arancione quelle colpite dall’Iran.

Fonte:Mappa realizzata da Zeta Luiss incrociando monitoraggi OSINT e fonti giornalistiche aperte (consultaizone di world monitor, al jaazera, axios, bbc, sky)

SPESA MILITARE 


grafico realizzato con Ai agent html sulla base di fonti sopra citate

Per rendere concreta una cifra altrimenti difficile da immaginare, abbiamo tradotto i 34,4 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti (fonte: militaryspend.org) per la guerra in Iran in qualcosa di più familiare: gli hot dog, simbolo dell’America per eccellenza.

Prendendo come riferimento il prezzo medio di un hot dog negli Stati Uniti, 5,47 dollari, secondo i dati MLB 2025, la spesa militare americana equivale a circa 6,3 miliardi di hot dog.

Un numero ancora difficile da visualizzare: diviso per la popolazione italiana, 58,9 milioni di abitanti secondo l’ISTAT, significa 107 hot dog per ogni persona che vive in Italia.

ENERGIA

Il grafico mostra l’andamento giornaliero dei prezzi del petrolio Brent e WTI tra ottobre 2025 e giugno 2026.
Prima dell’inizio della guerra i due benchmark viaggiavano stabili, mentre con l’inizio dell’operazione militare il 28 febbraio 2026 i prezzi hanno subito un’impennata brusca e quasi ininterrotta, toccando i massimi storici recenti, il Brent oltre i 130 dollari, nelle settimane successive.
Dopo la parziale riapertura dello stretto di Hormuz, segnata nel grafico al 17 aprile 2026, la curva ha invertito la direzione pur restando su livelli elevati. Adesso, seppur la tregua sia in stallo, i prezzi sono scesi.  

HORMUZ

grafico realizzato con Ai agent html sulla base di fonti sopra citate

Prima dell’inizio del conflitto, ogni giorno transitavano in media 138 navi attraverso lo Stretto di Hormuz,  il corridoio attraverso cui passa circa un quinto del petrolio mondiale. Nella prima settimana di marzo 2026, il traffico è crollato a una media di sei navi al giorno: un calo del 96%. L’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) ha definito la chiusura dello stretto la più grande interruzione dell’offerta nella storia del mercato petrolifero globale. Ogni icona rappresenta cinque navi.

Podcast ZetaPOD

Podcast

TG ZetaTG

TG

GR ZetaGR

GR

Iscriviti a
Zeta Data Lab

Iscriviti alla nostra newsletter