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Esclusiva

Marzo 28 2020.
 
Ultimo aggiornamento: Agosto 21 2020
“Spillover” è il libro che aveva previsto tutto

David Quammen è un giornalista e scrittore americano. Nel 2012 pubblica il testo che oggi, otto anni dopo, sembra essere una profezia per i “salti di specie” che riguardano i virus. Ma non lo è. L’autore lo spiega

“Spillover” è il libro che aveva previsto tutto

In un’intervista del 9 marzo a Wired Italia David Quammen, viaggiatore e divulgatore scientifico, si è definito con queste parole: «non sono stato preveggente, mi sono limitato a riportare in una forma composita ciò che alcuni esperti molto affidabili mi avevano preannunciato». Si riferisce al suo racconto, che ha portato avanti per sei anni, durante i quali ha seguito gli scienziati al lavoro nelle foreste congolesi, nelle fattorie australiane e nei mercati di alcune città cinesi.

Spillover è una lettura che tiene incollati, il genere è fluido, a metà tra l’esperienza naturalistica e il racconto letterario. Quammen parla dei virus sottolineando il rapporto ravvicinato con animali, persone guarite, esperti. Il suo viaggio passa per la voce di tanti personaggi la cui lettura risulta piacevole e comprensibile.

Il libro si apre con una citazione dell’Apocalisse (6,8), a indicare qual è la strada che ci aspetta – inevitabilmente – se continuiamo a considerare pandemie come quella in corso delle “semplici” battaglie.

“Ed ecco, mi apparve un cavallo verde. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra”

“Spillover” è il libro che aveva previsto tutto

Si tratta di una guerra. Quammen è chiaro: non siamo di fronte a combattenti che possono ferirci o ucciderci dall’esterno. I virus, e anche SARS-Cov-2, mangiano e logorano dall’interno, portando chi li ospita ad una lenta morte. Una morte collettiva, frutto di una guerra che assieme abbiamo prima causato, e della quale ora paghiamo le conseguenze. Spillover vuole comunicare l’idea di un mondo snaturato, modificato – in negativo – dall’operato e dalle azioni di chi lo abita. È un nature writing fra virus e batteri.

Lo scambio di queste particolari forme di vita, composte da un solo filamento di RNA e non da uno doppio di DNA come per gli animali, è frequente fra mammiferi e avviene da centinaia di anni, in sostanza è parte della nostra evoluzione. Basti pensare all’Ebola nel 1976, all’Hiv-1 nel 1981, all’Hiv-2 nel 1986, alla Sars nel 2003 fino all’influenza suina del 2009. Anche il nuovo Coronavirus dalle evidenze scientifiche degli ultimi mesi parrebbe di natura zoonotica e non – come gli amanti dei complotti credono – fatto a posta in laboratorio. Potrebbero essere stati i pipistrelli a trasmetterlo al paziente 0 globale, ma proprio per via del “salto di specie” di cui Quammen parla a lungo nel proprio viaggio divenuto poi libro.

Alla domanda che gli fu fatta quando l’emergenza sanitaria era già in pieno atto «allora andrebbero uccisi tutti, i pipistrelli?», lo scrittore rispose con semplicità: «No, la soluzione è lasciare i pipistrelli in pace, perché i nostri ecosistemi hanno bisogno dei pipistrelli».

Quammen è chiaro, sia nel libro che nelle interviste. In una delle ultime, su Il Manifesto, etichetta il nuovo Coronavirus come un proiettile

«Dicono che quando un proiettile ti colpisce non senti mai il colpo, perché il proiettile arriva prima e poi il suono arriva dopo. Questo virus funziona così».

Il rischio – purtroppo avveratosi – è che le persone non si rendano conto di averlo contratto, e lo portino così a chi gli è affianco, e così via fino all’infezione di milioni di persone. Questo è il frutto dell’asintomaticità, che è un fatto biologico, al netto di ogni considerazione. In medicina vuol dire “che non presenta sintomi”: una malattia che decorre in modo asintomatico. Nel nostro caso la malattia sarà il Covid-19, mentre il virus il SARS-Cov-2.

“Spillover” è il libro che aveva previsto tutto
David Quammen, autore del testo “Spillover”

«C’è una correlazione tra queste malattie che saltano fuori una dopo l’altra, e non si tratta di meri accidenti ma di conseguenze non volute di nostre azioni», sostiene l’autore riferendosi alla devastazione ambientale portata avanti dall’uomo. In molti casi il cambiamento forzato a cui abbiamo sottoposto la Terra nel modificare habitat ed ecosistemi si è rivelato un boomerang. In Spillover il concetto è rappresentato dai vari capitoli che descrivono diversi contesti globali.

Quammen intervista biologi, medici e ricercatori cercando di ripercorrere la genesi del batterio protagonista di quel capitolo, di quella storia. “Tutto ha un’origine” è una delle sezioni di questo testo a tratti apocalittico, a tratti ansiogeno ma che di certo mette paura.

“Spillover” è il libro che aveva previsto tutto

Ma una soluzione c’è. Quammen la ribadisce.

«Dobbiamo ridurre velocemente il grado delle nostre alterazioni sull’ambiente, ridimensionare la dimensione della popolazione e la domanda di risorse».