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Esclusiva

23 Aprile 2020
Non è una notizia per giovani

Telegiornali, quotidiani, radio e internet: il coronavirus ha monopolizzato il panorama dell’informazione. Secondo uno studio americano, però, ai ragazzi non interessa più di tanto

Gli adulti sono più attenti alle notizie che riguardano il coronavirus rispetto ai giovani. È quanto emerge da una ricerca condotta sul territorio americano dal Pew Research Center, un think thank statunitense con sede a Washington. Oltre due terzi degli intervistati di età pari o superiore a 65 anni hanno dichiarato di seguire da vicino le notizie sulla pandemia, contro i quattro americani su dieci di età compresa tra 18 e 29 (il 42% del campione).

L’analisi ha tentato, inoltre, di stabilire se ci fosse un incremento dell’attenzione alle news nel tempo: gli studiosi hanno sottoposto al campione di intervistati due sondaggi, uno nella prima e l’altro nella seconda metà di marzo 2020. In tal modo, hanno notato una generica crescita di interesse del pubblico verso le news legate alla diffusione del coronavirus. A fine marzo, il 92% del campione esaminato ha dichiarato di seguirle “abbastanza o molto da vicino”, contro i risultati del primo sondaggio che attestavano la percentuale all’89%.

Chart shows attention to coronavirus news lowest among the young, highest among those ages 65 and older
Il grafico indica la percentuale di variazione nei periodi presi in considerazione, in base all’età

I risultati hanno sicuramente a che fare con il contesto storico di riferimento: il secondo sondaggio, infatti, condotto dal 19 al 24 marzo, è coinciso con l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria negli Stati Uniti. In quel momento, l’escalation di notizie e eventi legati al virus è stata vertiginosa: gli USA erano al primo posto per crescita dei contagi, New York si è attestata epicentro del virus e il lockdown è stato imposto in molte aree del paese. Insomma, man mano che l’emergenza diventava fenomeno pandemico globale, anche l’interesse a restare informati aumentava.

Non per tutti, però. Osservando i risultati alla lente di ingrandimento, si nota come il fenomeno riguardi un preciso range di età. Mentre gli intervistati d’età compresa dai 30 ai 49 anni e dai 50 ai 64 anni sono risultati più attenti all’informazione di 10 punti percentuali nell’intervallo dei due sondaggi, la variazione delle persone di età compresa tra 18 e i 29 anni e dai 65 anni in poi risulta pressoché invariata. Insomma, il coronavirus non sembra aver modificato le abitudini a informarsi di giovanissimi e anziani.