Esclusiva

26 Febbraio 2021
Il grido dello spettacolo

La manifestazione iniziata davanti al Teatro Argentina si è conclusa in Piazza Montecitorio

“Perché parte un volo aereo e non riapre un teatro?”. Alessia ha una figlia, il naso rosso da clown ed è vestita con un sacco di plastica: la cultura non è spazzatura, c’è scritto. Fa parte di un gruppo di artisti di strada che, insieme ad altri lavoratori e lavoratrici dello spettacolo, sta protestando a largo Argentina (Roma) per chiedere la ripartenza della cultura in sicurezza. Il 23 febbraio, ad un anno dalla chiusura per contenere il Covid-19, molte piazze d’Italia hanno lanciato un grido d’aiuto.

“Adesso sto sopravvivendo”, continua Alessia, “Per mantenere mia figlia ho fatto altri lavori, mi sono reinventata”. E non è la sola. Da quando i teatri, i cinema e le sale da ballo sono state chiuse per contrastare la pandemia, centinaia di persone vivono nell’incertezza. Un anno di precarietà e assenza di prospettive in cui non hanno mai smesso di lottare per misure di reddito e di sostegno strutturali. Al posto di spettatori in fila al botteghino c’è un lungo striscione: “Cultura whatever it takes”.

Il grido dello spettacolo



“Il teatro non è solo formato da chi si esibisce sul palco, dietro c’è un mondo di professionisti che non vanno dimenticati”, ricorda l’attrice Barbara Folchitto ai microfoni di Zeta: “Vogliamo un dialogo con le istituzioni per far rifiorire un mondo fermo da un anno”. Un tavolo di confronto con i ministeri competenti per una riforma strutturale del settore che tuteli non solo grandi enti e aziende, ma anche le realtà piccole e i lavoratori indipendenti.

Spettacolo
Artisti di strada che manifestano davanti al Teatro Argentina.

Una folla composta da ballerini, cantanti e attori, ma anche spettatori che sentono la mancanza dei loro beniamini. “Non potevamo mancare oggi, siamo qui per comprendere le loro istanze”. Insieme attraversano le vie del centro di Roma per spostarsi verso la sede della Camera. Piazza Montecitorio si riempie di musica e cartelloni. I manifestanti alzano i pugni al cielo oppure ballano vicino alle transenne posizionate dalle forze dell’ordine sotto l’obelisco. “Basta precarietà, basta sfruttamento”, grida uno degli organizzatori della protesta. Dopo tre ore il presidente della Camera, Roberto Fico, ha accettato di ascoltare le rivendicazioni e le proposte delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, garantendo di organizzare un tavolo di confronto nelle prossime settimane.