Esclusiva

9 Giugno 2021
Giancarlo Loquenzi incontra Zeta: «Il futuro della radio è la creatività»

Clubhouse e l’arrivo dei podcast, la voce come grande ritorno nel mondo dell’informazione e le sfide future nella radio nel seminario di Giancarlo Loquenzi ai praticanti della Scuola di Giornalismo della Luiss

«Mai come in questo periodo storico la radio ha bisogno di idee creative, innovative e che quindi provengano da voi giovani». A parlare ai giornalisti praticanti della Scuola di Giornalismo della Luiss “Massimo Baldini” è Giancarlo Loquenzi, giornalista radiofonico, conduttore da oltre 10 anni di Zapping, il programma serale di Rai Radio 1 in onda dal lunedì al venerdì dalle 18:40 alle 20:30. Tra Radio Radicale, Radio 24 e il Foglio, Loquenzi ha dedicato 30 anni della sua lunga carriera giornalistica alla radio, ai suoi sviluppi e trasformazioni avvenute negli anni.

«La radio ha resistito ai numerosi stravolgimenti mediatici della storia dei media, e resisterà ancora trasformandosi in qualcosa che ancora non conosciamo a fondo», ha spiegato Loquenzi durante il suo seminario. «Da un lato la rivoluzione dei podcast sulle piattaforme di diffusione online, dall’altro l’arrivo di nuovi social come Clubhouse, che mettono la voce delle persone al centro di tutto il loro scorrere: sta a voi immaginare il futuro dei contenuti radiofonici alla luce di questi due arrivi, che possono schiacciare lo strumento e contribuire a farlo sparire del tutto, o a dargli una nuova vita e un nuovo metodo originale».

Giancarlo Loquenzi incontra Zeta: «Il futuro della radio è la creatività»

Cambiamenti che lui stesso ha notato nel suo lavoro quotidiano in uno dei programmi radiofonici più ascoltati in Italia: «Se 10 anni fa ricevevamo e trasmettevamo in diretta fino a 10-15 telefonate con domande e opinioni dei nostri ascoltatori da Nord a Sud, oggi consideriamo una benedizione se riusciamo a selezionarne due». Il pubblico interviene sempre meno, e quando lo fa preferisce usare le note vocali di Whatsapp. Questo fa pensare che oggi è necessario più che mai pensare nuove strategie di coinvolgimento, abbandonare per esempio lo schema della “diretta a tutti i costi” ed elaborare dei programmi che abbiano la loro forza in una registrazione ascoltabile a qualsiasi orario e dovunque.

Fino ad arrivare alla gestione dei social personali, Twitter in particolare, della quale Loquenzi ne ha fatto un tratto distintivo creando quello che lui stesso definisce un “personaggio”: «Zapping è un programma che non si nega a nessuno, che razionalizza tutte le opinioni e rispetta il pluralismo. Ma senza far mancare mai una buona dose di coraggio nell’organizzare i palinsesti». E a cosa deve stare attento il giornalista radiofonico del futuro? «Il segreto è avanzare proposte concrete, non proporsi personalmente con Curriculum e ambizioni di carriera. Apprezzerei molto di più un “episodio 0” di un programma che un giovane vuole lanciare in radio piuttosto che una vaga richiesta di collaborazione. Si comincia così: largo alla creatività e all’innovazione, e questo possono farlo soltanto i giovani».