Esclusiva

9 Giugno 2021
Passione e innovazione: il futuro del giornalismo secondo Molinari

Il direttore di Repubblica ha incontrato i giornalisti praticanti del Master della Luiss per parlare del futuro dell’informazione

«Oggi una redazione lavora h24 per produrre diversi contenuti su più piattaforme. Da noi la carta è la più importante a livello identitario, le altre piattaforme invece lo sono più dal punto di vista economico e per il pubblico». Così Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, ha presentato ai giornalisti praticanti del Master in Giornalismo e Comunicazione il futuro digitale del giornale e del giornalista. 

«C’è bisogno di nuove professionalità perché occorrono più piattaforme per diffondere il contenuto». Una di queste è il podcast, che richiede tanto lavoro e la collaborazione con i tecnici. «Il podcast è una storia vera, narrata da anchor, che lavora con i suoni, che creano un’interazione e coinvolge l’audience». 

Ci sono poi i video, che sono uno strumento che appassiona molto il pubblico. Oggi però c’è bisogno di video non rudimentali, realizzati da professionisti in grado di lavorare con i droni per fare le foto. «È una professionalità che non c’è ma di cui abbiamo bisogno». La collaborazione tra l’operatore del drone e il giornalista porta poi al risultato finale, il video. 

Importante nel mondo di Repubblica e di tutta la realtà di GEDI è anche il visual desk, che ha prodotto nell’ultimo periodo il contenuto “Punk is dad”. «È un racconto sulla DAD, che ho affidato ad alcuni ragazzi per creare un progetto multimediale. Sono partiti da diverse testimonianze e poi hanno costruito cinque diversi percorsi pensati con varie tecniche». 

La creazione di contenuti innovativi sui diversi canali, però, deve sempre considerare i dati e a quale target si riferiscono. A Repubblica il direttore Molinari ha creato un team di analisti che ha scoperto dei dati interessanti. «La sorpresa è stata che il giornale cartaceo è letto da uomini over 55, mentre per i social network il nostro pubblico sono donne (60%) e uomini under 40 (40%). Questo apre nuovi progetti, perché vuol dire che donne e giovani cercano contenuti che parlino meglio del giornale cartaceo». 

Per guardare al futuro, però, c’è bisogno di passione ed essere consapevoli che ogni nuovo prodotto, contenuto o piattaforma vuol dire mettersi in discussione. «C’è bisogno di persone innamorate del proprio lavoro, che vogliono innovare». 

Molinari

Innovazione per il direttore è anche sinonimo di iperlocal. «Le redazioni locali prima del digitale erano luoghi morenti, poi sono diventate serbatoi straordinari di energia». Molinari ha inserito in cinque redazioni locali un esperto di tech e «il compito del giornalista è sviluppare l’iperlocal con nuove tecnologie e rendere la notizia di interesse nazionale». 

Altra grande novità di GEDI sono i content hub: canali digitali verticali dedicati a singoli argomenti specifici su tutti i canali del gruppo editoriale. «È un modo di informarsi molto settoriale ma con pubblico in crescita». Un esempio sorprendente per il direttore è stato il content hub “Moda e Beauty”. «È nato due mesi fa e sono stato sorpreso dalla richiesta degli argomenti da parte dei lettori. Chiedevano articoli sulle relazioni. Ho preso così dei redattori che non avevano mai scritto di questo argomento e ora si sono appassionati». 

Futuro innovativo anche per il  settimanale “Venerdì”. Per il direttore è un giornale che si avvicina sempre più ai rotocalchi, all’intrattenimento. «La sfida- ammette Molinari- è trasformare il modello cartaceo del Venerdì nel modello di intrattenimento digitale. Abbiamo capito che l’intrattenimento funziona perché il nostro pubblico è quello che va a vedere i Maneskin». 

Nuove professionalità, nuovi argomenti e contenuti grazie alla duttilità: è questo il motto del direttore. «Serve un corpo di redattori duttile per adattare le tecnologie ai nuovi profili». 

Molinari ha poi rivelato ai giornalisti praticanti una novità. «Il ministro dell’Istruzione, Bianchi, ha scelto noi per aprire il cantiere per la scuola del futuro».

Il direttore ha poi concluso ricordando che il mondo del giornalismo oggi grazie alla tecnologia “è un universo in veloce trasformazione che crea lavoro. Nuove professionalità digitali, pro attive e in grado di intercettare il pubblico. Ci deve essere la consapevolezza che bisogna sempre aggiustare e migliorare”.

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