Esclusiva

21 Giugno 2021
Matteo Pessina, dalla Luiss all’Olimpico

La passione per Federer, il latino e l’economia. Chi è lo studente che ha sbloccato Italia-Galles

Trentanove minuti sul cronometro, è l’ora di Matteo. Calcio di punizione di Verratti dalla trequarti: palla tesa al centro, uno stormo di maglie rosse e azzurre si accalca, sgomita. Ognuno cerca di indovinare la traiettoria del pallone, di essere proprio lì dove cadrà per allontanarlo o spingerlo in porta.

Un azzurro si sgancia dalla massa, occhi fissi sulla sfera: il pallone scende, il piede destro si alza. È il tiro di Matteo, al volo, che spedisce la palla in rete sul secondo palo. L’Olimpico di Roma esulta, l’Italia è in vantaggio. Ha segnato Pessina, quello dell’Atalanta.

Eccolo che corre verso la panchina, inseguito dai compagni. Esulta incredulo, la faccia stropicciata in una smorfia di gioia e sudore. Sembra quasi Fabio Grosso ai mondiali del 2006. Ha appena segnato un gol, il suo primo in gare ufficiali con la Nazionale maggiore, che tanto ricorda quello di Alberto Gilardino contro gli Stati Uniti, stesso anno, stesso mondiale.

Ricalca le orme dei miti azzurri Matteo Pessina, che al tempo del trionfo in terra tedesca aveva solo 9 anni. E pensare che quattro anni fa giocava in Serie C con il Como. Oggi segna e trascina l’Italia al primo posto del girone A dell’Europeo. Questione di tempi, di occasioni colte, di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Doveva essere un anno da riserva nell’Atalanta, subito dietro all’intoccabile Papu Gomez, giocatore simbolo della squadra bergamasca. Poi il litigio del 10 argentino con il mister Gasperini, la cessione del fantasista e l’ora di Matteo giunta dopo tre stagioni di prestiti. Si è preso la Serie A collezionando 28 presenze e 2 gol, ha maturato esperienza internazionale con la Champions League e ora lo conosce tutta Italia. Matteo Pessina non è più soltanto «quello dell’Atalanta».

Matteo Pessina, dalla Luiss all'Olimpico
Matteo Pessina (al centro) con Roberto Gagliardini e Mattia Caldara

Centrocampista classe ’97, ha iniziato la sua carriera nel settore giovanile del Monza, dove è rimasto fino al 2015, quando è stato ingaggiato dal Milan per essere ceduto in prestito al Lecce. Dopo un passaggio al Catania, ha esordito in Serie A con l’Atalanta: era il 2018, Matteo aveva 21 anni.

In Nazionale, tra il 2015 e il 2016, ha totalizzato quattro presenze con la maglia azzurra dell’Under 19 e nove presenze con gli Azzurrini dell’Under 21. Nel 2021 le sue prime reti con la Nazionale maggiore: convocato dal commissario tecnico Roberto Mancini, ha segnato una doppietta nell’amichevole contro San Marino. Due settimane fa è entrato ufficialmente nella rosa al posto dell’infortunato Stefano Sensi. Fino al gol di ieri contro il Galles e all’emozione di tutta Italia.

Nato a Monza, Pessina è molto diverso dallo stereotipo del calciatore di oggi: mai una parola fuori posto e sempre lontano dai tabloid, ha frequentato il liceo classico e si è iscritto all’università. Parla latino, ama lo sci e tifa Roger Federer: «Mi considero ancora uno studente che fa il calciatore, così riesco a tenere i piedi per terra», ha raccontato in un’intervista.

Matteo è questo, uno studente del secondo anno di Economia e management alla Luiss di Roma che grazie all’impegno della Luiss Sport Academy riesce a conciliare l’attività formativa con quella sportiva. Rientrando tra i Luiss Top Athletes, beneficia di un tutor sportivo di ateneo e di un piano di studi modellato sul calendario di gare e allenamenti.

Ma lo sport non è solo calcio. Tra gli atleti di primo livello che frequentano la Luiss Guido Carli brillano altre stelle, nomi promettenti in vista delle Olimpiadi di Tokyo: dal 23enne Filippo Tortu, primo italiano a scendere sotto i 10 secondi sui 100 metri, al 29enne Gianmarco Tamberi, campione europeo di salto in alto nel 2016. E poi la ciclista Letizia Paternoster, argento nell’inseguimento a squadre agli Europei 2018, e il pesista Donato Telesca, che prenderà parte alle Paralimpiadi.