Esclusiva

13 Gennaio 2022
Omicron invade l’Inghilterra

La variante Omicron ha portato l’Inghilterra nel caos più totale con sempre più positivi e meno regole

«Sono riuscita a non ammalarmi per circa due anni. Appena è arrivato Omicron l’ho preso», Nicole 24 anni, studentessa e lavoratrice italiana a Londra. 

«Ho sempre cercato di rispettare tutte le regole ma, soprattutto a lavoro, non c’è poi una grande tutela per noi. Quando mi sono ammalata, la persona che ha lavorato con me a stretto contatto il giorno prima della mia positività non è stata contattata». E aggiunge: «Per fortuna sono vaccinata. Ho avuto pochi sintomi e tutti concentrati nei primi giorni. Dopo 7 giorni di quarantena sarei comunque potuta uscire, visto che non c’è l’obbligo di tampone. C’è una città allo sbaraglio». 

L’Inghilterra prima di Theresa May e poi di Boris Johnson, che ha portato i cittadini ad affrontare la Brexit e poco dopo una pandemia globale, continua a fare passi indietro. 

Nel 2020, quando l’Europa correva ai ripari, l’Inghilterra liquidava la situazione tranquillizzando i cittadini che ci sarebbe stata un’immunità di gregge. Dopo che il primo ministro Boris Johnson è stato contagiato e ricoverato, finalmente l’Inghilterra entra nel primo lockdown. Da quel momento un susseguirsi di poche restrizioni, poi molte, poi nulla, poi una nuova chiusura. Applausi dal balcone il giovedì sera alle 20, la NHS – sistema sanitario nazionale inglese – in crisi, infermieri con il Covid costretti a lavorare. 

Adesso, però, a preoccupare il mondo è Omicron, variante Covid-19. 

Ma l’Inghilterra, ancora una volta, sminuisce la portata della nuova ondata.

Nonostante si conti 1 positivo su 10 e circa 299mila cittadini contagiati in tutta l’Inghilterra, Boris Johnson allenta le restrizioni. 

Quarantena di 7 giorni invece di 10 per i positivi, nessuna quarantena per i vaccinati che entrano nel paese con tampone rapido negativo effettuato all’arrivo in aeroporto e mascherine non obbligatorie all’aperto e al chiuso in pub e ristoranti. 

«Sono risultata negativa fino a quando ho fatto il booster il 30 dicembre. Quando sono andata a fare un tampone prima della partenza per l’Italia, il 2 gennaio, sono risultata positiva ad Omicron. Prima volta anche per me», Cristina, 23 anni, italiana che lavora a Londra. «Anche se poi, il test fatto il 4 gennaio risulta negativo. I tamponi rapidi stanno dando problemi anche qui, c’è molta confusione». 

Mentre Carolina, 25 anni, buyer a Londra racconta: «Quando vado a lavoro, la metro è vuota. Sembra di essere tornati al 2020. La metà dei miei amici è risultata positiva a Omicron, molte compagnie riprendono a lavorare da casa. Anche se, poi, in pochi rispettano le regole».

I grandi eventi come “Winter Wonderland” (parco tematico all’interno di Hyde Park allestito nel mese di dicembre) continuano, lo shopping sfrenato a Oxford Circus per il Boxing Day (festività presente in tutti gli stati del Commonwealth) e i successivi saldi di gennaio non sono stati scalfiti. Non ci sono state restrizioni neanche a ridosso di Capodanno.

Boris Johnson infatti ha dichiarato: «Non ho intenzione di estendere le regole attualmente in atto. Il 26 gennaio verrà rivisitato il “Piano B” visto che possiamo cavalcare la nuova ondata senza problemi». 

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