Esclusiva

Gennaio 31 2022
«Così ho venduto Moutinho alla Roma»

Un ragazzo si è inventato una notizia di calciomercato e un po’ troppi media l’hanno preso sul serio

In Italia ci sono poche cose più importanti del calcio. Una di queste è il calciomercato. Trasmissioni televisive, ormai diventate di culto, radunano gli appassionati a tarda notte raccontandogli le trattative come fossero romanzi, disegnando trame ed intrecci spesso più appassionanti di una vera partita. Per quattro mesi l’anno, i siti specializzati vengono assediati da tifosi che non cercano altro che un misero sogno, in attesa di tornare alla solita realtà di sconfitte e delusioni.

Con queste premesse, nell’ultima sessione di mercato ai tifosi della Roma non sarà scappata la notizia dell’«idea» del trasferimento in giallorosso di Joao Moutinho, centrocampista del Wolverhampton. Come perdersela, d’altronde? L’hanno riportata in tantissimi, anche le testate più prestigiose. Se vi state chiedendo come mai la trattativa non sia andata in porto, però, è perché era tutto semplicemente falso.

La notizia se l’è inventata di sana pianta Marco, un ragazzo poco più che ventenne di Petrignano d’Assisi, minuscolo paesino umbro. «Per gioco» ha aperto con un amico un account Twitter chiamato @RomaInsider, spacciandosi per un infiltrato a Trigoria. Con zero follower ha sparato nell’etere la sua esclusiva immaginaria e in poche ore ne parlavano già tv locali e testate giornalistiche, riportando, spesso senza citare, gli stessi dettagli inventati da lui. Un sito specializzato come Transfermarkt stimava addirittura la probabilità del trasferimento al 49%.

Qualcuno penserà che per aver abbindolato così tanti giornalisti Marco sarà uno stratega dei social. Eppure lui si definisce «un boomer incredibile di Twitter» e dà i meriti della viralità all’amico-complice («uno che la piattaforma la bazzica»). A questo punto, però, avranno almeno studiato un piano infallibile, direte voi. Nemmeno. «Nel nostro primo tweet abbiamo chiesto agli utenti di mettere like se volevano sapere la notizia, ma in quel momento noi non l’avevamo mica pensata».

La svolta, tuttavia, è arrivata subito: «Ci siamo presi tanti insulti in così poco tempo che l’algoritmo ci ha premiato ed il tweet è diventato virale». Dopo essersi goduti un assaggio di fama, ecco la prova dei fatti: «Sì, ma adesso che nome diamo?», si interrogano. «Doveva essere verosimile. Mourinho è assistito da Jorge Mendes, quindi ho cercato i giocatori della sua scuderia. Ho visto Joao Moutinho, portoghese, d’esperienza, contratto in scadenza nel 2022… Ho detto: è perfetto», racconta soddisfatto da camera sua.

Dopo tre giorni, però, il sogno è finito: con la sua fake news ormai «fuori controllo» e «più di 60 articoli» che la riprendevano, Marco ha dovuto annunciare che la trattativa del momento era pura finzione. «Qualcuno si è arrabbiato, ma credo di aver fatto una buona azione: ho dimostrato quanto sia facile fare disinformazione. Questo perché Twitter fa sentire anche il più scemo, come Roma Insider, come uno che ne sa e può parlare».

Il fattore tifo e la disinformazione

Marco non ha tutti i torti: ormai su Twitter abbondano sedicenti esperti di mercato e Insider come lui, che spesso diffondono notizie non verificate a dovere. Non fa parte di loro Luca Marchetti, che da anni contribuisce a rendere Sky Sport il medium più credibile in Italia sul calciomercato. Lui, analizzando questo fenomeno, dà anche un po’ la colpa a quello che chiama «fattore tifo»: «I tifosi vogliono credere che arriva Vlahovic. Non importa se sia vero o meno, l’importante è che arrivi. Allora preferisco credere a quello che dice che arriva, piuttosto che a quello che dice che non arriva». Chi cerca notorietà, si adegua.

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Non sarà stata una fake news in piena regola come quella di Marco, ma lui porta anche l’esempio del caso Pep Guardiola, che molti indicavano nel 2019 come successore di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus (poi arrivò Maurizio Sarri). «Tanti dicevano di avere informazioni a cui magari non potevano avere accesso, ma la suggestione aveva talmente alimentato la voglia di Guardiola da parte dei tifosi della Juventus che le fonti più autorevoli non sono state prese in considerazione, perché smentivano la notizia. Ed effettivamente non era vera».

Nel calciomercato, infatti, non è sempre tutto bianco o nero, e qualcuno se ne approfitta. «Le cose cambiano velocemente, non tutto si verifica. Anche i più credibili possono sbagliare, e questo permette a qualcuno di credere che alcune cose si riducano ad indovinelli o previsioni», nota Marchetti. Se si vuole fare un buon lavoro, sottolinea, «è giusto cercare di arrivare primi, ma non per questo bisogna derogare alla credibilità».

Anche per questo gennaio, è impossibile calcolare la mole di notizie di mercato a cui siamo stati esposti e che poi si sono rivelate infondate. Il consiglio di Marchetti per evitarle è semplice: «Posso dire soltanto che c’è da credere a chi è pagato per fare questo lavoro, piuttosto che a una pagina di tifosi. Poi, bisogna saper distinguere la verità e la veridicità: un conto è se una notizia è reale, un conto è se è verosimile». Un breve manuale per non cadere nelle trappole di Insider come Marco.

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