Esclusiva

Maggio 1 2022
Social war: le armi di Mariia contro Putin

Tra like e condivisioni Mariia Bilenka, influencer e skin positive activist da più di 64 mila follower, combatte per la pace in Ucraina

«Abbiamo capito di essere in pericolo dal secondo giorno di guerra. Abbiamo messo quello che potevamo in una piccola valigia e abbiamo dimenticato la vita che conoscevamo. Sapevamo che con ogni probabilità non avremmo più rivisto la nostra casa». 

Mariia è un’influencer e una skin positive activist. Da anni usa i social per sensibilizzare su problemi della pelle come l’acne. Il 24 febbraio del 2022 però tutto è cambiato. 

Un album di vecchie fotografie racchiude tutti i ricordi che Mariia e la madre sono riuscite a portar via prima di precipitarsi alla stazione di Kiev. «Era pieno di gente ammassata. Quando è scattata una sirena tutti urlavano. Era una follia». Le persone spingevano disperate per accaparrarsi un posto prima degli altri, salire sul primo treno era impossibile. «Siamo riuscite a salire solo tre ore dopo. Io piangevo perchè c’era una mia amica che era rimasta giù. Lei è stata l’ultima persona che è riuscita a entrare».

Nel treno Mariia perde il senso del tempo, non ricorda quante ore ci sono volute, in mente ha solo la paura provata quando il treno si è fermato nel nulla. «Sapevamo che l’esercito russo poteva colpirci. Non potevamo scendere, non sapevamo che fare. Non avevamo scampo, pensavamo che saremmo morti lì».

 Dopo l’arrivo a Leopoli inizia il cammino per attraversare il confine con la Slovacchia. Solo poche ore di riposo prima di ripartire: Praga, poi Berlino, infine, Amburgo.

Mariia oggi vive da sola, ospite in un hotel della città tedesca.  «Sono così stanca di questo».  Tutto ha cominciato a correre veloce nella sua vita ma lei ha voluto fissare un punto in questo folle viaggio: essere una testimone. Dopo il discorso in cui il presidente russo Vladimir Putin negava qualsiasi diritto di indipendenza all’Ucraina, Mariia ha deciso di condividere, per la prima volta, contenuti dal carattere politico sui suoi profili social. «Troppe volte nei secoli la Russia ha tentato di portarci via la possibilità di essere ucraini». 

Dallo scoppio della guerra, infatti, sono migliaia gli utenti che hanno deciso di condividere le loro esperienze, i loro viaggi, i loro timori sui social, in particolare sul media cinese TikTok. Non c’è da stupirsi: il desiderio di documentare e mostrare ciò che accade nel mondo è evoluto di pari passo con lo sviluppo delle nuove tecnologie. La guerra civile americana (1861-1865) fu il primo grande conflitto a essere documentato attraverso la fotografia; il cinema per la prima guerra mondiale nel 1914; la televisione per la guerra del Vietnam; la prima guerra del Golfo del 1991 seguita via cavo 24 ore su 24. Twitter è stato testimone della Primavera Araba del 2011; TikTok parla dell’invasione russa in Ucraina oggi. Per questo attivo coinvolgimento dei giovani e il loro desiderio nel voler documentare quello che sta accadendo in Ucraina, il conflitto russo-ucraino è stato anche soprannominato “la guerra dei ventenni” o “War Tok

«Come si può non parlare? Non ho parole per chi rimane in silenzio. Quando la guerra è iniziata non ho avuto dubbi su cosa fare». Da quando ha iniziato a documentare la distruzione dell’invasione russa dell’Ucraina Maria ammette di aver perso circa settecento follower, molti di questi erano russi. 

Mariia social
L’andamento dei followers di Mariia

In risposta, Mariia ha cambiato il modo di rivolgersi al suo pubblico. «Prima giravo molti contenuti in russo. Grazie a Dio a scuola ho studiato l’ucraino. Ora uso solo l’inglese e l’ucraino». Una scelta che Mariia ha portato anche nella sua vita quotidiana. «Vengo da Kharkiv, non lontano dal confine con questo folle vicino. Il russo era la lingua che usavo con i miei amici e con la mia famiglia. La ritenevo una cosa normale, pensavo la Russia come un Paese con cui condividevamo tanti aspetti della nostra cultura. Adesso non voglio più niente che mi leghi a loro e mi sto sforzando di parlare solo ucraino». 

Mariia ha sfruttato la grande popolarità del suo profilo (28,1 mila follower su Instagram e 64,6 mila su Tik Tok) per attirare l’attenzione di utenti provenienti da ogni parte del mondo. «Mi rivolgo soprattutto ai miei followers statunitensi che non hanno un contatto così ravvicinato con il conflitto. Purtroppo le persone si stanno abituando, persino io ho perso il conto dei giorni di guerra che sono passati. E’ difficile da sopportare mentalmente ma non dobbiamo dimenticare che gli ucraini stanno ancora combattendo per la democrazia e per tutta l’Europa». 

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