Esclusiva

Giugno 3 2022
Vero o falso, la nuova teoria del complotto sul vaiolo delle scimmie

Nel racconto mediatico del monkeypox, la disinformazione unisce in una teoria del complotto gli Stati Uniti, l’Ucraina e Bill Gates

Nelle ultime settimane il verificarsi di più di 250 casi di vaiolo delle scimmie in Paesi non endemici ha avuto, come conseguenza indesiderata, il diffondersi di diverse fake news sull’origine del virus e sulla sua diffusione. Notizie false che hanno trovato spazio su siti come GospaNews.net, inserito da NewsGuard nella lista dei siti di disinformazione italiani.

Il 31 maggio scorso è apparso sul sito un articolo che sostiene l’origine artificiale del vaiolo delle scimmie, il quale sarebbe nato in un laboratorio in Ucraina controllato dagli Stati Uniti. Il coinvolgimento statunitense, però, non si limiterebbe solo a questo, perché – come accadde anche per la pandemia da Covid 19 – ci sarebbero presunti legami tra lo scoppio dei casi di vaiolo delle scimmie e la simulazione di una pandemia di monkeypox, avvenuta nel marzo del 2021 per iniziativa del Nuclear Threat Initiative (NTI) e della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC). Analizziamo l’articolo nel dettaglio.

“VAIOLO DELLE SCIMMIE DA LABORATORIO”. Esercitazione Simulata con Gates, OMS, Big Pharma e NTI: dove lavorano Esperti CIA e Pentagono USA è il titolo del testo apparso su Gospanews.net. L’articolo inizia con una citazione testuale del comunicato che l’NTI ha pubblicato sul proprio sito, per difendersi dall’ondata di disinformazione che li ha colpiti nell’ultimo mese («A seguito del recente rilevamento di casi di vaiolo delle scimmie in più Paesi, il rapporto di NTI sull’esercizio è apparso in numerosi social media […] Alcune attività sui social media hanno incluso disinformazione sul nostro esercizio e vorremmo mettere le cose in chiaro»).

L’autore dell’articolo non spiega le ragioni dietro la pubblicazione di questo statement, ma copia e incolla paragrafi della dichiarazione ufficiale, omettendo i passaggi che chiariscono ogni dubbio su una presunta connessione tra l’esercitazione e lo scoppio di casi di monkeypox. Definisce «molto sospetta» la simulazione che si è tenuta, non specifica che l’incontro è stato virtuale e non mette in evidenza che «l’esercitazioneè stata la terza di una serie di esercitazioni annuali congiunte, progettate per attirare l’attenzione internazionale di alto livello sull’urgente necessità di rafforzare la biosicurezza e la preparazione alla pandemia nei Paesi di tutto il mondo».

Anzi, lega l’evento a una simulazione dell’ottobre 2019, la Event 201 scenario, ospitata a New York dal Johns Hopkins Center for Health Security, il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation. Per l’autore l’esercitazione predisse quello che pochi mesi dopo sarebbe avvenuto con la pandemia da SARS-CoV-2, così come la simulazione del marzo 2021 dell’NTI e della MSC predirebbe l’epidemia da vaiolo delle scimmie. Gli stessi organizzatori della Event 201 hanno però smentito la loro capacità o volontà di predire lo svolgimento e gli esiti di una pandemia da coronavirus («Per lo scenario, abbiamo modellato una pandemia immaginaria di coronavirus, ma abbiamo affermato esplicitamente che non era una previsione. […] Sebbene il nostro esercizio da tavolo includesse un finto nuovo coronavirus, gli input che abbiamo utilizzato per modellare il potenziale impatto di quel virus immaginario non sono simili a nCoV-2019»).

Le allusioni a eventi passati, magari nascosti, in grado di predire il futuro rientrano nelle più classiche teorie del complotto, che vedono nelle organizzazioni mondiali e nei potenti del mondo i burattinai di tutto ciò che succede. Bill Gates è uno dei target preferiti di questo tipo di retorica e contro di lui si scaglia anche l’autore di questo articolo, che lo definisce «straordinariamente preveggente con le sue previsioni di eventi futuri» – riferendosi alla sua presunta previsione della pandemia da coronavirus nel 2015, smentita da vari fact-checking.

L’articolo procede con il prendere in rassegna le connessioni che ci sarebbero tra il vaiolo delle scimmie e i «laboratori batteriologici gestiti dal Pentagono nei Paesi dell’ex Unione Sovietica». Ma prima di considerare le ragioni alla base di questo legame, l’autore insinua che lo scoppio di casi di monkeypox sia stato causato dagli Stati Uniti, per poi attribuire la responsabilità all’Istituto di Virologia di Wuhan, attuando un’operazione sotto falsa bandiera contro la Cina. Non esistono, però, prove a sostegno di tale affermazione.

Segue un elenco di personalità americane, che l’autore lega alla «pandemia causata dalla bio-arma SARS-Cov-2». L’ex senatore Sam Nunn è uno dei fondatori dell’NTI. Qui, dopo una serie di collegamenti con il senatore Richard Lugar e il centro di ricerca di Tbilisi a lui intitolato, viene messo in relazione con il vaccino Remdesivir della casa farmaceutica statunitense Gilead, indicata come la proprietaria del centro di ricerca georgiano. L’autore, però, ignora che la proprietà del centro è ormai dello Stato della Georgia.

Allo stesso modo ignora che Avril Haines, nominata da Joe Biden Direttore della National Intelligence, nel 2018 non predisse un focolaio di coronavirus in una conferenza a Camden, perché – come specificato sul sito ufficiale della conferenzausò un esempio immaginario, quando parlò di «un patogeno facilmente trasmissibile per via respiratoria».

Alla fine dell’articolo si arriva alla spiegazione delle connessioni tra vaiolo delle scimmie e laboratori statunitensi in Ucraina. A favore di questa tesi, l’autore riporta le dichiarazioni di parlamentari russi e del ministero della Difesa russo. Irina Yarovaya, co-presidente della Commissione parlamentare sulle indagini sui laboratori biologici in Ucraina, ha dichiarato alla Tass che «a parte gli agenti patogeni che sono territorialmente legati all’Ucraina, [i laboratori] hanno ricercato virus e agenti patogeni endemicamente molto lontani dall’Ucraina, come l’Ebola e il vaiolo».

Tuttavia la parlamentare russa sembra confondere il vaiolo delle scimmie con il vaiolo umano, dichiarato eradicato dall’OMS nel 1980, anche se alcuni campioni continuano ad essere conservati solo in due centri al mondo: uno ad Atalanta e uno proprio in Russia, a Koltsovo.  Non ci sono, poi, prove che in questi laboratori venga studiato il virus del vaiolo o vengano create armi batteriologiche (gli stessi servizi di sicurezza ucraini avevano smentito, nel 2020, questa teoria).

Le stesse considerazioni valgono anche per le affermazioni del ministero della Difesa russo, che chiede all’OMS di indagare sui «laboratori nigeriani finanziati dagli Stati Uniti» in relazione al recente scoppio di casi di vaiolo delle scimmie. La Russia – così come questo articolo che ne riporta le dichiarazioni ufficiali – insinua che gli USA possano avere una qualche responsabilità nell’origine dei nuovi casi di monkeypox, ma ignora che si tratta di una malattia, nota fin dal 1958, che circola in natura a partire da animali come scoiattoli, ratti marsupi del Gambia, ghiri, primati non umani e altre specie. La Nigeria, poi, rientra tra gli 11 Paesi africani in cui l’OMS certifica ci siano stati casi umani di vaiolo delle scimmie a partire dal 1970.

Non c’è, quindi, nessuna prova della creazione in laboratorio del monkeypox diffusosi in queste settimane. Al contrario, gli studi portati avanti fino ad ora sul genoma del virus dimostrano che si tratta di casi attribuibili al ceppo dell’Africa occidentale. Le tesi sostenute nell’articolo apparso su GospaNews.net sono frutto di teorie complottiste, che tentano di attribuire ogni cosa a un ordine mondiale alternativo e occulto, risentendo anche dell’influsso propagandistico della Russia.