Esclusiva

Dicembre 18 2022
La guerra è in Europa. L’intervento di Marcello Flores

Lo studioso Marcello Flores analizza l’aggressione russa dell’Ucraina indagandone le ragioni storiche

«Dobbiamo riconoscere in modo netto, e dovremmo farlo tutti, che l’aggressione russa all’Ucraina ha sovvertito in modo permanente l’ordine internazionale» commenta lo storico Marcello Flores durante il dibattito promosso da Luiss Data Lab che venerdì 16 dicembre ha coinvolto esperti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni.  

Secondo Flores non si può ridurre l’aggressione russa dell’Ucraina a «un nuovo conflitto che si aggiunge ad altri già esistenti». La guerra voluta da Putin «ha fatto da detonatore a linee di crisi che sono diventate delle vere e proprie fratture, ha accelerato la dinamica degenerativa dei rapporti internazionali e ha rafforzato il declino degli organismi internazionali a partire dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite».

Giustizia Internazionale

Allo stesso tempo, nonostante ci sia «un deterioramento del  rapporto tra gli stati e il diritto internazionale. Nel caso dell’invasione russa dell’Ucraina la giustizia internazionale si è mossa secondo le sue possibilità» commenta lo storico studioso di genocidi. La Corte internazionale di giustizia, il 16 marzo 2022, ha chiesto di sospendere l’uso della forza da parte russa. Un decisione che si è aggiunta a quella dell’Assemblea delle Nazioni Unite, del 2 marzo 2022, che ha condannato l’azione russa non solo con una decisione politica, ma dal punto di vista giuridico. La Corte penale internazionale sta indagando, dal 2014, sui possibili crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidi nel territorio ucraino.

L’analisi storica

«L’illusione, dopo la fine dell’Unione Sovietica, che la democrazia avrebbe avuto la possibilità di imporsi in tutto il mondo totalitario, rese difficile comprendere la dinamica che stava prendendo piede in Russia.» È in questo contesto che la strategia europea nei confronti della politica russa si è rivelata illusoria e ha fatto sì che Putin potesse agire indisturbato nel 2000 in Cecenia, nel 2003 di fronte alle rivoluzioni colorate, nel 2008 in Georgia, nel 2014 in Crimea e nel Donbass.

«Gli stati occidentali sono diventati complici o silenziosi acquiescenti di fronte anche ad altri conflitti, di cui voglio ricordare solamente il più grave, la Siria, dove non a caso ha giocato un ruolo tragico proprio la Russia, con le sue forze armate regolari e irregolari.» commenta Flores.

Europa

Se è in Europa che sono state create le condizioni perché la pace potesse attuarsi è proprio in Europa che è stata infranta. Secondo lo storico l’unica soluzione è che «l’azione congiunta, militare e diplomatica, dovrà continuare fino a quando la Russia sarà costretta a porre fine alla sua guerra d’aggressione». Allo stesso tempo «la giustizia internazionale dovrà produrre un risultato significativo e utile per il futuro, marcando l’asimmetria tra l’inciviltà di una violenza sregolata e la civiltà di regole che vanno recuperate, restaurate e rese adeguate a un nuovo ordine internazionale che dovrà sorgere dopo la frattura provocata da questa guerra.» 

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