Esclusiva

25 Aprile 2021.
 
Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2021
Riviviamo la Resistenza con il cinema

Grazie ad alcuni capolavori del cinema italiano possiamo tornare indietro nel tempo e vedere con i nostri occhi cosa è stato il fascismo e gli anni della seconda guerra mondiale, per festeggiare il 25 aprile con maggiore consapevolezza.

Il 25 aprile del 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamava l’insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, ordinando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia di attaccare i presidi fascisti e tedeschi, prima dell’arrivo delle truppe alleate. L’Italia si accingeva a uscire da 20 anni di dittatura e da una devastante guerra durata 5 anni.
Sono passati 76 anni da allora, e la gran parte di noi di quel travagliato periodo ha soltanto letto o ascoltato le testimonianze di chi l’ha vissuto.
C’è però un modo per vivere, a distanza di sicurezza, quei giorni e quegli anni di dittatura e di guerra: il cinema.
Abbiamo selezionato 5 pellicole che, come la DeLorean di Ritorno al futuro, possono catapultarci indietro nella storia per immergerci in un tempo ormai lontano.

Una giornata particolare

Prima di vedere come ci si è liberati, è bene conoscere da cosa ci si è liberati. Con “Una giornata particolare”, pellicola del 1977 diretta da Ettore Scola e interpretata da Marcello Mastroianni e Sofia Loren, riviviamo una giornata particolare, quella del 6 maggio 1938, giorno della visita di Adolf Hitler a Roma. Manca ancora un anno dallo scoppio della guerra, e la quotidianità non è ancora stata sconvolta dalle bombe, eppure paura e sospetto serpeggiano nella palazzina dove vivono i protagonisti. Tutti si sono recati a Piazza Venezia per la grande adunata organizzata dal Duce per accogliere l’alleato tedesco. Tutti tranne Antonietta e Gabriele. Lei è la perfetta donna dell’epoca, custode del focolare, sottomessa al marito e tutrice di 6 bambini (il regime pretende una prole numerosa). Lui è invece lontano dall’ideale di uomo fascista, non essendo né soldato né marito né padre, ed è per questo rifiutato dal resto della società. I due si incontrano e passano insieme la giornata. Presto scopriranno di essere accomunati dalla paura nei confronti di un regime che ha invaso le loro vite costringendoli alla solitudine e all’emarginazione.

Riviviamo la Resistenza con il cinema

I giardini di Finzi Contini

Prima di addentrarci nella seconda guerra mondiale e nella Resistenza al nazifascismo, andiamo a Ferrara con il film tratto dal romanzo di Giorgio Bassani, diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Dominique Sanda e Lino Capolicchio, dove due famiglie ebree riescono ancora a trovare il tempo per qualche dramma amoroso prima di essere travolti dalla guerra e dalla soluzione finale per la razza ebraica. Con la pellicola “I giardini di Finzi Contini” possiamo assistere al tentativo da parte dei protagonisti di acciuffare ancora piccoli momenti di spensieratezza in un clima di odio e di guerra. Il giardino della ricca famiglia Finzi Contini diventa un’oasi dove ebrei, comunisti e altri dissidenti al fascismo riescono a strappare ancora un po’ di pace, mentre l’Italia rotola inesorabilmente verso il secondo conflitto mondiale.

Pellicole "i giardini di Finzi Contini"

La Ciociara

Con il film del 1960 diretto da Vittorio De Sica facciamo un salto temporale in avanti ritrovandoci nel 1943, nel pieno della seconda guerra mondiale. Roma viene bombardata per la prima volta dagli alleati e il quartiere di San Lorenzo va in cenere. L’evento sconvolge i romani, che credevano di essere risparmiati dalle bombe grazie alla presenza del Papa. Cesira, giovane vedova, comprendendo che Roma non è più un posto sicuro, decide di partire con sua figlia Rosetta, e di rifugiarsi nelle campagne del basso Lazio, vicino Fondi. Ma nessun posto è veramente al riparo dalla guerra. Con la pellicola “La Ciociara”, seguendo le disavventure di madre e figlia, viviamo gli ultimi anni del conflitto. Il regime è crollato, il cibo scarseggia, gli alleati bombardano, i tedeschi sfogano la loro rabbia sui civili, i partigiani salgono sulle montagne per dare il via alla Resistenza, e in mezzo a questo caos una madre cerca di tenere lontana la figlia dagli orrori della guerra, una missione che presto si rivelerà impossibile.

Pellicola "La ciociara"

Roma città aperta

Se con “La Ciociara” abbiamo lasciato Roma nel momento più buio, nel film diretto da Roberto Rossellini, rimaniamo invece nella capitale che, dopo i bombardamenti aerei angloamericani, era stata dichiarata città aperta, ceduta quindi alle forze nemiche senza combattimenti con lo scopo di evitarne la distruzione. Ma le forze alleate sono lontane, e Roma è ancora sotto l’occupazione tedesca. I rastrellamenti della Gestapo in città sono all’ordine del giorno, così come gli attentati delle forze partigiane. I civili si organizzano per resistere all’occupazione, e Via Tasso diventa celebre per essere il luogo dove i partigiani catturati vengono torturati. In questa pellicola possiamo vedere come persone semplici, messe alle strette dagli eventi, svestono i panni civili per indossare quelli della Resistenza, mettendo a repentaglio la loro stessa vita. Il film fu girato un anno dopo la Liberazione di Roma, e le tracce della guerra appena conclusa sono ben visibili nella città che fa da sfondo alla narrazione e nei corpi smunti degli attori.  

Riviviamo la Resistenza con il cinema

Le quattro giornate di Napoli

Dopo aver visto la Resistenza romana, continuiamo il viaggio verso sud e arriviamo a Napoli, dove grazie alla pellicola di Nanni Loy assistiamo alla grande insurrezione portata avanti dai napoletani contro le forze della Wehrmacht. Siamo anche qui nel 1943, il governo Badoglio ha firmato l’armistizio con gli angloamericani, e la città di Napoli, come buona parte d’Italia, si ritrova sotto occupazione degli ex alleati. Il film mostra come un intero popolo affamato e spaventato, trova il coraggio di attaccare e liberarsi dagli invasori. Uomini, donne e bambini si ritrovano a combattere contro uno degli eserciti più potenti del mondo imbracciando armi di seconda mano, lanciando mobili dalle finestre e tirando sassi ai carrarmati. Napoli diventa un campo di battaglia e, guardando il film, non è difficile scorgere una certa somiglianza con le città mediorientali spezzate dalle guerre odierne. Dopo quattro lunghe giornate di combattimenti il popolo di Napoli riesce nell’impresa di cacciare i tedeschi dalla città, prima dell’arrivo dell’esercito alleato.

Gli anni passano, la guerra e la resistenza sono ormai lontani nel tempo e il 25 aprile comincia a perdere molto del suo significato. Per ricordare cosa sono stati gli anni del regime fascista e del secondo conflitto mondiale possiamo provare a riviverli, usando alcuni dei più grandi capolavori del cinema italiano.

Ben tornato nel presente, e buon 25 aprile!

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