Esclusiva

5 Luglio 2021
Busker, storie di artisti senza palco

Maghi, giocolieri, suonatori di chitarre hawaiane. Sulla strada, per strappare applausi e monete, servono inventiva e passione

Il palcoscenico diventa un dettaglio. Un cielo stellato, una via piena di turisti, un ponte che come eco ha le acque del fiume. Qualche persona curiosa si avvicina a un limite circolare invisibile, segnalato solo da un cappello. Non serve altro al mago che regala illusioni o al giocoliere che sfida tecnica ed equilibrio. Senza dimenticare il suonatore di ukulele, dal sound irresistibile che costringe a muovere i piedi e tenere il ritmo.

Esuberanti, magnetici. Ogni busker – artista di strada – è una dimensione da esplorare. La parola sembra derivi dallo spagnolo ‘buscar’, cercare. Applausi, denaro, forse passione. Quella che rapisce lo sguardo di chi li circonda. Vicini e lontani, allo stesso tempo affascinanti e incomprensibili. Come si scioglie il nodo di un elastico senza romperlo, e come fanno tre clave a rimanere in aria senza cadere? «Tanto studio, un esercizio continuo», risponderanno tutti. Perché l’arte di strada cura i particolari, ha bisogno di fantasia ma anche di abnegazione.

«Lo show è immediato, accessibile a chiunque passi di lì», dice Paolo, in arte ‘Pablito’, che alle leggi della meccanica studiate al liceo ha preferito esibirsi in pubblico. I busker provano a trascinare lo spettatore nel loro mondo, a incuriosirlo. «La magia è stupore, è credere di passare attraverso lo specchio come Alice», afferma Filippo, tecnico del suono nel cinema che ha lavorato con il regista Mario Monicelli e da bambino si divertiva a far sparire fazzoletti dietro la schiena. Ma guai a confondere la donazione libera a cappello con l’elemosina. Per Adriano, che durante i corsi universitari di Lettere ha deciso di dedicarsi alla musica, in Italia c’è ancora una mentalità retrograda rispetto ad altri Paesi europei.

E pensare che in passato celebri artisti si sono ispirati a questa dimensione e – travestiti da busker – hanno improvvisato spettacoli in strada. Come riportato dal periodico di musica Rolling Stone, nel 1988 Bruce Springsteen suonò ‘The river’ e ‘Dancing in the dark’ a Copenaghen, mentre nel 2012 toccò agli U2: Bono e gli altri membri della band furono protagonisti di un evento a scopo benefico a Grafton Street, la principale via di Dublino.