Esclusiva

Giugno 8 2022
«La mafia non è scomparsa, ha solo cambiato veste»

Una riflessione sui temi della legalità in occasione della giornata conclusiva del progetto “Legalità e Merito” della Luiss Guido Carli di Roma

«Impediremo alla mafia di impadronirsi dei soldi PNRR», inizia così il suo intervento il neo procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, durante la premiazione del progettoLegalità e Merito”. L’evento si è tenuto alla Luiss Guido Carli di Roma il 6 giugno, a conclusione del progetto organizzato e voluto dalla professoressa Paola Severino.

«La mafia è un’autentica questione nazionale. Dal nostro atteggiamento nei suoi confronti dipendono le sorti di una comunità che aspira a riconoscere sé stessa. Non riusciremo ad utilizzare lo strumento del NextGenEu se non risolveremo alla svelta questo problema. Chiunque pensi che si possa fare a meno di legalità e merito, coltiva un’illusione. Libertà e democrazia non sono beni che ci sono stati dati una volta per tutti. Esigono cura, riguardo, conservazione. Sono essenziali per la comunità e affinché possa continuare a riconoscersi nelle premesse costituzionali», continua Melillo.

Sul palco, oltre al nuovo procuratore della Dia, si sono alternati il ministro della pubblica istruzione, Patrizio Bianchi, Maria Cristina Messa, ministra dell’università e della ricerca e Davide Ermini, vicepresidente del Csm. Ermini ha ringraziato per la realizzazione di questo «progetto gestito da giovani che con questa straordinaria passione avete lavorato sui valori fondanti una civile e pacifica convivenza che ha nella tolleranza, nella solidarietà, nella dignità della persona e nella giustizia la sua linfa vitale».   

Davanti alla platea sono stati presentati i progetti realizzati dai 18 istituti superiori coinvolti, in collaborazione con i ragazzi di 5 istituti penali minorili e 3 uffici di servizio sociale per i minorenni.

«Il progetto ha dato vita ad una staffetta generazionale fatta di impegno civile, ascolto e dialogo tra giovani provenienti da mondi diversi ma accomunati dal desiderio di cambiare e credere con fiducia in un futuro migliore», ha detto durante il suo intervento la professoressa Paola Severino. Gli elaborati presentati declinavano, ognuno in modo diverso, i concetti di legalità e di merito. Ogni istituto era coordinato da un gruppo di studenti Luiss, insieme ad assegnisti, dottorandi e ricercatori del dipartimento di giurisprudenza della Luiss. Sostenibilità, futuro, resilienza. Sono solo alcune delle parole chiave che i rappresentanti dei gruppi hanno esposto sul palco per riassumere il loro lavoro di questi mesi

L’obiettivo dell’iniziativa è dimostrare che per tutti esiste la possibilità di tornare a giocare la propria partita, di poter essere di nuovo cittadini nella legalità.

«Il calcio è fatto di regole, proprio come la legalità. C’è sempre la possibilità di tornare a giocare la propria partita, più forti di prima, dopo aver acquisito una nuova consapevolezza». Sul palco anche l’amministratore delegato dell’A.S. Roma, Pietro Berardi.

Nelle parole dei discorsi e nei video si nota la speranza dei ragazzi di tornare a vivere, di essere guardati senza pregiudizi dalla società.

«Il recupero che si può fare dei minori è straordinario. Grazie all’umanità dei ragazzi che si dedicano a loro, questi giovani possono tornare a credere in sé stessi e la società può rivalutarli. L’iniziativa è pensata per quei giovani che hanno sbagliato ma che ora vogliono migliorare, è nostro compito aiutarli a farlo», conclude Paola Severino.